CHIEDETE UNITI E SARETE…OPERATI – Testimonianza di Andrea

Esperienza vissuta in nucleo.

Sono Andrea inserito nel Nucleo di Volontari dei Focolari di Sestri P. con responsabile Roberto  e i compagni di nucleo: Gianluigi, Oscar, Marco, Giorgio, Renato e Marco.

Dal 2017 avevo grossi problemi alla schiena, dovevo essere operato. Ho una stenosi e una listesi alla colonna.

Nel  2017 ho fatto una risonanza magnetica e una visita da un neurochirurgo.

Ho passato momenti  in cui stavo un po’ meglio e periodi con peggioramenti.

Ad aprile 2018 ho fatto una seconda risonanza e una seconda visita dal neurochirurgo, purtroppo poi per delle complicanze sono finito in altre due città da altri due neurochirurghi, che mi hanno messo in lista per l’intervento, con tempi  lunghissimi ….

In questo periodo nel nucleo chiedevo preghiere perché si aprisse uno spiraglio sulla data dell’intervento.

Purtroppo ad agosto sono scivolato giù dalle scale, niente di rotto ma la mia schiena nel frattempo è peggiorata non riuscivo a stare molto tempo in piedi o seduto , avevo problemi  a camminare avevo poca stabilità sulle gambe. Nel nucleo e in famiglia chiedevamo preghiere , per capire come muoversi.

Passavo più tempo a letto che in piedi, ho  telefonato più volte  ai medici, comunicando che avevo sempre più dolori, invio di mail, ma non riuscivo a ricevere una risposta risolutoria.

Nell’ incontro di nucleo del 9 ottobre, visto che non arrivavano soluzioni, ci stavamo chiedendo come fare per aggirare tutti questi ostacoli al mio ricovero ed avevamo pensato di fare qualche forzatura nei confronti dell’ospedale che avrebbe dovuto fissarmi il ricovero, tipo quella di farmi ricoverare al Pronto Soccorso e poi approfittare del fatto di essere lì per poter ottenere il ricovero.

A Giorgio, che lavora nel settore ospedaliero, gli artifizi che avevamo pensato non sembravano  opportuni e ci ha comunicato che, a suo parere, l’unico che avrebbe potuto fare qualcosa in questa situazione era Gesù in Mezzo a noi …….

Abbiamo aderito immediatamente al suo invito e ci siamo raccolti in un “consenserint” (1) nel quale abbiamo chiesto Uniti con fede a Gesù che ci aiutasse a trovare al più presto una soluzione perchè la situazione era insopportabile….

Il mattino del 12  ottobre stavo attraversando un momento di particolare sconforto e cominciavo a disperare quando, improvvisamente, squilla il telefono: è l’Ospedale che mi invita ad andare a fare gli esami pre operatori per successivamente fare la visita con l’  anestesista.

Nel giro di dieci giorni mi hanno poi chiamato per il ricovero e per l’intervento.

Il 18 Ottobre mi hanno operato ed è andato tutto bene, oggi riesco a muovermi abbastanza liberamente, mi sembra un sogno. Nel reparto dove ero ricoverato ho trovato il personale infermieristico con tanta professionalità e umanità nei confronti di tutti.

Durante il soggiorno in ospedale mi è capitata una piccola esperienza: il mio vicino di letto doveva essere operato alla colonna, era agitato molto ansioso, ho cercato di rasserenarlo, gli ho detto di fare un po’ di respirazione, non riusciva a essere tranquillo. A questo punto gli ho chiesto se lui credeva e se potevo recitare una Ave Maria per Lui. Mi ha detto che era contento di recitare insieme a me  alcune preghiere, forse poteva essere il sistema migliore per tranquillizzarsi. Nel frattempo è arrivata sua moglie, che si è unita alle nostre preghiere. L’intervento è andato bene. Al mattino seguente mi ha detto che lui non credeva, che ha trovato un frate, che gli ha parlato di Gesù e di provare ad andare a Medjugorie,  lì ha trovato la fede. Il giorno dopo l’hanno mandato a casa.

Con Lui è nato un bel rapporto, ci messaggiamo e  ci sentiamo  spesso al telefono, gli ho mandato la Parola di vita di novembre e ogni giorno gli mando il passaparola.

C’è stata anche l’occasione di instaurare un rapporto con un signore anziano, che è transitato nella mia stanza con problemi alla colonna, una persona che vive da sola ma che per fortuna ha tanti amici.  Ogni tanto gli porgevo gli occhiali, portava gli apparecchi acustici quindi glieli porgevo, ogni tanto mi chiedeva la bottiglietta dell’ acqua. Quando mi hanno dimesso ci siamo scambiati il numero di cellulare. Quasi ogni giorno ci sentiamo e mi dice che sente tanto la mia mancanza perché la mia presenza gli dava fiducia. Ogni volta che ci sentiamo mi devo mettere in ascolto perché parla, parla, quando ci salutiamo cerco di dargli speranza e fiducia: alla fine si mette a piangere perché mi sono ricordato di lui.

(1) Consenserint: preghiera fatta insieme e in Unità, sulla fede di quanto promette il Vangelo: “…chiedete con fede e vi sarà dato…..”

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