FRANCO TARANTINO – La concretezza dell’ amore

Franco nasce a Genova l’ 11 marzo del 1961, desiderato e atteso da papà Sabino e Mamma Lina.

Alcuni problemi di salute lo portano a volte a trascorrere periodi in ospedale e gli impediscono di restare in mezzo ai ragazzi della sua età. L’età scolastica all’istituto Emiliani di Nervi gli  apre gli orizzonti. Il suo professore di lettere, Padre Camia, lo invita ad un grande incontro dei giovani del Movimento dei focolari. Lì lascia il suo indirizzo e un giorno del 1980 uno di questi, Alberto Michelotti, suona alla sua porta per parlargli di Dio Amore e dell’ideale della fratellanza universale L’amicizia con questi giovani diventa parte di una avventura che lo libera dalle paure e dalle incertezza di figlio unico e lo lancia a vivere e a testimoniare attorno a sé la vita del Vangelo. Tanto che nel 1985 è a Loppiano alla scuola di formazione per persone che donano per sempre la loro vita a Dio  in comunità composte da cinque sei persone che vogliono vivere ventiquattrore su ventiquattro la carità evangelica. In quel periodo scrive al responsabile della scuola:

 “Mi accorgo che l’esperienza che sto vivendo in questo ultimo periodo ha un’incidenza profonda in me. Una consapevolezza maggiore che tutto ciò che mi accade e mi sta attorno è amore, amore di Dio. E tutto quello che faccio assume un altro valore, nulla mi è insignificante se è fatto per amore. Sono più consapevole che tutto concorre alla costruzione del Regno di Dio. Tutto questo già l’avevo scoperto all’inizio, quando avevo conosciuto l’Ideale dell’unità,   ma ora non è più solamente un sapere ma una concretizzazione nella mia vita. Specialmente ho una continua attrazione, direi quasi spontanea, verso tutto quello che è dolore anche se tante volte per la mia piccolezza tenderei a spostarlo via da me” .

 Terminata la formazione va nel focolare a Catania, il tempo di ambientarsi e come diceva lui “a capire dov’ero” che la salute lo costringe a rientrare a casa sua a Genova. La ripresa è lenta ma i segnali sono posItivi. Il focolare di Genova è una buona palestra per Franco. Un nuovo lavoro e poi ricominciare sempre diventa il suo chiodo fisso, come l’impegnarsi a mantenere gli obiettivi presi che lo aiutano ad andare al di là delle paure.

Lo testimonia un’altra lettera molto ardita che indirizza nuovamente al suo responsabile :

 “ Avverto dentro di me che è cambiato credo, lo stato, ma non la consacrazione a Gesù crocifisso, al quale ho sempre cercato di essergli fedele. Da ora aumenta il senso di responsabilità per far crescere Gesù tra noi e poter costruire il focolare”  

 Nel 2004 parte felice per l’Argentina: andrà a O’Higgins, nella cittadella Lia: da lì poco dopo una nuova lettera raggiunge Hans il responsabile dei focolarini:

 “…Partendo dall’Italia, nell’affidarmi a Maria, mi ero riproposto (…) di fare una esperienza di unità e di famiglia della quale sentivo una grande esigenza. Mi sono reso conto che nell’aprirmi (…) senza aspettarmi nulla entravo in un meccanismo dove ero io per primo a costruire la famiglia e l’unità.

Questo mi ha fatto sentire da subito parte integrante e costruttore dell’Opera nella Mariapoli, Lia, dandomi una libertà nuova nel fare cose che solo pochi mesi prima credevo irrealizzabili…”.

 Sono anni belli, intensi di lavoro alla contabilità, e di apostolato con i giovani. Tanta vivacità e nuovi contatti, tanti rapporti solidi che dicono quanto Franco faccia ogni cosa avendo presente l’amore di Dio  che sente nei suo confronti e che lui si impegna a donare a quanti incontra.  Rientra in Italia nel 2007 per andare nel focolare di Torino.

 A Genova ritornerà nel 2012 dove si stabilirà nell’alloggio che era della mamma.

Franco è stato un grande tessitore di rapporti, e un bravo organizzatore. A Genova ha lavorato come ragioniere nella tipografia del Fassicomo e ultimamente nel magazzino dell’Associazione Città Fraterna, dove si è impegnato nella distribuire di pacchi viveri a un centinaio di famiglie di disoccupati della città. Movimentava la merce, distribuiva i pacchi di generi alimentari e con gli altri volontari andava a caricare  il camion delle scorte. Abitando poco distante dal focolare veniva spesso per un saluto, un caffè e si impegna a svolgere servizi e commissioni, oltre che a partecipare a tutte le attività della comunità. Questo era Franco ma tanti qui avrebbero molte cose da dire ne sono certo. Come sono certo che se lui avesse letto queste note avrebbe fatto spallucce e si sarebbe messo a ridere. Una sua caratteristica era la schiettezza se doveva dirti anche un disappunto trovava sempre il modo di comunicarlo, così per le esperienze positive. Questo lo portava, se avevi un rapporto vero con lui, a non avere segreti, era trasparente.

Un’ altra caratteristica è che seppur nel quotidiano viveva in modo morigerato, quasi da apparire “tirchio” come gli dicevamo prendendolo spesso in giro, in  alcuni casi di cui è venuto a conoscenza di particolari bisogni di qualcuno non mancava di dare cifre anche economicamente significative o a regalare quanto aveva. Si Franco hai cercato di mascherare il tuo carattere dolce e buono, la tua fede ben solida, il tuo amore verso il prossimo, ma ci sei riuscito proprio poco. Allora ti ricorderemo così, con quanto hai scritto nel messaggio inviato di recente a Pier dove gli scrivevi:  “Auguri, auguri di cuore, oggi vado al santuario della Madonna della Guardia a pregare per te, anima bella. Un abbraccio grande come il mondo”.

Un abbraccio forte anche a te Franco Arrivederci.   

Franco è partito per il Cielo  il 20 giugno 2019: ecco altre foto anche del funerale del 26 giugno:

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