GIOVANNA E L’ AMORE SPECIALE DI DIO

«Essere donna, per me, è motivo di orgoglio. Ho sempre cercato di raggiungere i miei obiettivi mettendo a frutto i talenti. L’ho insegnato a mia figlia e lo suggerisco alle giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Per farcela devono essere molto preparate, non scoraggiarsi e non scendere a compromessi». Giovanna Tiscornia è l’amministratore delegato del Villaggio del ragazzo. Cinquantotto anni, sposata con Michele Chiesa (imprenditore edile) e madre di Giulia (29 anni, ingegnere chimico di Saiwa), Stefano, 31 anni, e Luca, 24, che, insieme, in località Valmogliana, nel Comune di Borzonasca, producono marmellate.

Fino al 2011 Tiscornia ha diretto la filiale Deutsche bank di Cicagna. A insinuarle il pensiero di lasciare il posto fisso (sfidando i rimbrotti di mamma Alda) è stata la richiesta di don Nando Negri, fondatore del Villaggio, che, nel 2004, l’ha invitata a entrare nel consiglio di amministrazione dell’Opera diocesana Madonna dei bambini. «La successiva proposta del vescovo, monsignor Alberto Tanasini, di occuparmi del Villaggio, ente sociale della diocesi, mi è piaciuta molto – spiega Giovanna Tiscornia – A settembre 2011 mi sono licenziata dalla banca». E ha avviato un nuovo cammino.

«Un’esperienza bellissima», assicura. Un impegno che si aggiunge – tra gli altri – a quel- lo di catechista e volontaria di Telepace. Un’esistenza piena, nella quale, però, c’è spazio per progetti futuri. «Mi piacerebbe partecipare a una missione all’estero – rivela – Mio marito è stato tre volte in Centrafrica con don Fausto Brio- ni, direttore di Telepace. Non l’ho seguito perché i figli era- no piccoli, ma adesso condividere con Michele anche questa esperienza sarebbe importante».

E poi ci sono il desiderio di diventare nonna. («Non mi dispiacerebbe vedere i figli lasciare il nido», ammette), il pensiero della laurea e i programmi del Villaggio: la palestra al centro Chiarella, la destinazione delle case adiacenti, un percorso per gli autistici…

E domani è l’8 marzo. «Sono entrata in banca nel 1982 – racconta – le donne erano pochissime e, per fare carriera, dovevano essere molto più brave degli uomini. Essere donna era un valore in più: nel rapporto con le persone, nella trasparenza e onestà verso i clienti quando mi occupavo di investimenti. Ho capito che bisognava tirare fuori la “tipicità del femminile” e l’ho fatto. Per 16 anni ho lavorato part-time per crescere i bambini e ho sempre condiviso le scelte con marito e figli».

Michele Chiesa è un pilastro nella vita di Giovanna Tiscornia. Lo è stato ancor prima delle nozze, aiutandola, con la sua famiglia, ad affrontare la morte del primo marito. «Mi sono sposata con Andrea a 21 anni e, dopo sei mesi, sono rimasta vedova – racconta Tiscornia – La casa era da finire, lavoravo come contabile in un ortofrutta. Le famiglie di Andrea e Michele, cugini, non mi hanno lasciata sola. I colleghi di lavoro di Andrea, bancario, con una petizione, hanno chiesto alla banca di assumermi. Ho sentito – conclude – che era l’amore speciale di Dio a sorreggermi».—

Giovanna Tiscornia

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Un commento su “GIOVANNA E L’ AMORE SPECIALE DI DIO

  1. maria luisa il said:

    Grazie Giovanna. Non conoscevo la tua storia con questi dettagli e queste radici. Ora capisco da dove viene la luce del tuo sguardo e del tuo sorriso. Con affetto. Marisa

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