LEZIONI – e-mail e comunità -1

Di Riccardo Poggi

Prima parte: cos’è e come è fatta la mailMicrosoftClipart-Email

Il titolo di questo articolo poteva essere «come scrivere un’e-mail», oppure «decalogo per l’e-mail», o «e-mail, questa sconosciuta». In momenti particolari, dopo aver ricevuto certi messaggi, l’avrei intitolato «e-mail, la fantasia al potere».

Poi mi è venuto in mente questo titolo. Il perché, se non lo immaginate, lo capirete dopo. Volevo scrivere una cosa breve, poi ho pensato a un articolo «a puntate». Vedremo se funziona.

E allora cominciamo.

Il primo messaggio e-mail fu inviato nel 1971, due anni dopo la «nascita» dell’internet. Il primo messaggio non fu nulla di speciale.

«Credo di aver scritto qualcosa come QWERTYIOP, o simile», diceva Ray Thomlinson, l’ingegnere che lo inviò. Thomlinson fu inventore, tra l’altro, della famosa «chiocciola» dell’indirizzo mail (per la cronaca, Thomlinson è morto proprio quest’anno). I due computer (quello che inviava e quello che riceveva) erano nella stessa stanza, e non erano collegati tra di loro con un cavo: ma entrambi erano connessi alla rete internet.

Ma cos’è la mail?

La mail non è una «cosa», ma un metodo, una convenzione, un accordo. Ci si è messi d’accordo che un messaggio mail deve essere composto in un certo modo, trasmesso in un certo modo e ricevuto in un certo modo.

Per questo, la mail non ha bisogno di un programma apposito, una App o un sito apposito per essere usata (come invece occorre per gli altri sistemi di scambio messaggi, come per esempio Whatsapp, Skype, e altri). Chiunque potrebbe scriversi da solo il proprio programma di posta. E ognuno può sceglier il programma che più gli aggrada.

E, ancora, per lo stesso motivo, la mail non è proprietà di nessuno.

Avete idea di quanti messaggi mail vengono spediti nel mondo ogni secondo? Circa 2 milioni e mezzo (…e noi, qui, diamo il nostro bravo contributo, mi scapperebbe di dire: ma ne riparleremo). Le persone che hanno almeno un indirizzo e-mail sono 2 miliardi e mezzo, con una media di «quasi» due indirizzi a testa.

Ora vediamo com’è fatto un messaggio e-mail.

Pensiamo a una buona notizia giornalistica: dovrebbe dire sempre, e in breve, cinque cose, rappresentate dalle «cinque W»:

Who (Chi) – Where (Dove) – What (Cosa) – Why (Perché) – When (Quando)

Esempio di programma e-mail – dove si vedono alcuni dei campi importanti e-mail-comunita-1

 Dentro un messaggio e-mail c’è scritto:

Chi: chi scrive il messaggio: è il campo «Da», dove compare il nostro indirizzo mail

Dove: a chi deve andare il messaggio (sono i campi: «A», «Cc», «Ccn» che trovate nel programma di posta)

Perché: il titolo del messaggio, che dovrebbe spiegare in poche parole il motivo dell’invio: è il campo «Oggetto», che dobbiamo compilare.

Cosa: il contenuto del messaggio.

Quando: la data del messaggio, inserita automaticamente dal programma di posta.

La prossima volta cominceremo a vedere come si usano i diversi campi della mail. Intanto, pensate a decifrare il titolo.

Per chiarimenti utilizzare i commenti o scrivere a mailto:[email protected]

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5 commenti su “LEZIONI – e-mail e comunità -1

  1. Anonimo il said:

    Grazie Richi per l’ottima esposizione, mi fai ricordare i nostri primi tentativi di rendere più fruibile l’utilizzo della posta elettronica a tanti che facevano i primi passo con questo nuovo mezzo quasi 15 anni fa.
    Paolo G.

    • Caro Paolo, nel frattempo la tecnologia si è evoluta, e anche alcuni dei problemi di un tempo si sentono meno. Un po’ meno virus, un po’ meno “bufale” (quelle, del resto, sono ormai inflazionate ovunque, e poi ci sono personaggi specializzati nel propinarle), dallo spam ci aiutano i software a proteggerci. Ci sono adesso problematiche diverse, come la troppa abbondanza di contenuti disponibili (e propagabili), come le troppe iscrizioni (più o meno tacitamente accettate) alle newsletter, l’effetto moltiplicativo dei social. Ma ancora più, e con effetti devastanti, la sempre più scarsa disponibilità di un piccolo ingrediente, che si chiama “ascolto”, o “attenzione”.

  2. Maria Chiara V. il said:

    Grazie Riccardo!! Che idea formidabile, per me e penso tanti altri sono utilissime queste lezioni! M.Chiara Vallarino Cerruto

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