3 Risposte a “NOI E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE – Parte quarta”

  1. Caro Riccardo,

    Un altro ottimo articolo.

    Mi ricorda il film Matrix e il dilemma se il mondo in cui il personaggio vive sia reale o una immensa simulazione. All’epoca mi era sembrata pura fantasia… ma ora diviene in un certo senso un tema di straordinaria attualità.

    Il punto è: come crearsi un vaccino che ci permetta di convivere in modo positivo con questa nuova compagnia?

    Forse bisogna ritornare a qualcosa che gli antichi pensatori avevano già capito: sapere di non sapere e farsi venire dubbi.
    Onesti dubbi, capacità di autocritica, introspezione, per porsi domande su cosa noi stiamo facendo e perché. Prima di fare o dire qualcosa.
    Ricordando a noi stessi per primi che essere nel giusto il 100% dei casi è statisticamente impossibile.

    E poi, e questo lo dici anche tu, ritornare a valorizzare le relazioni non mediate dalla tecnologia.

    Aspetto la prossima puntata.

  2. Fantastico, Riki. Fantastico e nello stesso tempo estremamente inquietante, questo rischio della manipolazione delle coscenze piegate al potere politico e in ultima analisi a quello economico. E’ una sfida immane, una lotta contro un nemico subdolo ed invisibile. Lo vedo anche un po’ come un nuovo peccato originale, una nuova Torre di Babele, un modo per l’uomo di volersi rendere simile a Dio.

    1. Ciao Pilli,
      Qualcun altro ha ripreso il tema della Torre di Babele a proposito dell’IA, che, consentendo traduzioni istantanee o quasi, “ricostruirebbe” la Torre distrutta, ritornando a una sola lingua.
      C’è anche un libro di Giovanni Maria Flick che affronta proprio questo tema: “Il mito dell’informatica. L’algoritmo d’oro e la torre di Babele”.
      Come ha notato il Papa il,12 febbraio 2024, esiste la tentazione di sentirsi ‘protagonisti di un atto creatore affine a quello divino, che produce l’immagine e la somiglianza della vita umana, inclusa la capacità del linguaggio, di cui le “macchine parlanti” sembrano essere dotate’.

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