RACCOLTA ANNUALE DEL BANCO FARMACEUTICO: un’ esperienza

Sabato 12 febbraio sono stata nel pomeriggio presso una farmacia di Sestri P. per fare volantinaggio e promuovere l’acquisto solidale di uno o più farmaci da donare a persone in necessità. La giornata era fredda, per fortuna meno dell’anno scorso: ero sola perché l’altra persona che doveva farmi compagnia aveva avuto un impegno, ma ero molto determinata a svolgere bene il mio compito, conscia del Gesù che è presente in tutti noi e che ci accompagna in ogni istante con il Suo Amore.

Il pomeriggio è scorso velocemente con tanti incontri rapidi ma ricchi di umanità: molte persone entravano nella farmacia già a conoscenza della Giornata del Farmaco Solidale, ma forse stava loro sfuggendo e quindi il ricordarglielo era gradito ed occasione di concretizzare l’idea dell’acquisto che avevano pensato precedentemente. In ogni modo avevo deciso di stare fuori dalla farmacia e informare anche i passanti di passaggio che non dovevano entrare in farmacia.

Mi ha colpito una signora d’età, vestita modestamente che, quando l’ho informata dell’iniziativa, mi ha ringraziato, è entrata subito a comperare qualcosa da donare e poi è uscita fuori con un bel sorriso, soddisfatta di aver potuto essere di aiuto. Ho pensato che le persone meno ricche, spesso, sanno essere più sensibili ai bisogni degli altri.

Poi ho fermato il signor Dino, così dopo si è presentato, che alla mia richiesta di contribuire alla raccolta ha iniziato a inveire verso i politici, la sanità e tutto ciò che non va. Fra l’altro ha detto che gli avevano lasciato morire la moglie nella prima ondata di Covid, minacciava di vendicarsi, in particolare con il Governo dell’epoca. L’ho ascoltato con molto amore, capendo il suo profondo dolore per la perdita della moglie, che mi diceva ottima infermiera ormai in pensione, amata e stimata da tutti nel quartiere. Mi ha lasciato per entrare in farmacia, era il suo turno. Non potevo immaginare che sarebbe uscito, intuivo tutto sorridente al di sotto della mascherina, con gli occhi felici, dicendomi che sì, aveva fatto il suo dovere e aveva acquistato dei farmaci per il Banco solidale! Ci siamo presentati, ancora mi ha raccontato della sua vita, ma veramente era come trasformato dal dono fatto, dalla scelta di amare nonostante …

Intanto passava una coppia di amici a cui ho raccontato in breve la storia del signor Dino. Loro sono entrati e, da persone generose quali si dimostrano sempre, hanno dato un contributo sostanzioso.

A fine giornata il farmacista mi ha ringraziato per aver fatto un buon lavoro di promozione avendo visto entrare persone che non dovevano acquistare farmaci per sé stessi ma venivano appositamente per contribuire alla Giornata di solidarietà con le famiglie indigenti.

Io mi sono ritrovata ricca degli incontri vissuti e di un buon caldo caffè che il padre del farmacista, passando a salutare il figlio, mi ha voluto offrire.

M. Chiara Vallarino


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