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UNA GIORNATA AL COMITATO

Martedì 19 marzo in sede. Al mattino lavora ai conti con i suoi libri Chinù mentre Anna controlla e sistema le quote dei soci che hanno rinnovato per il 2019. Marisa è al computer e Claudio passa a salutarci. Verso l’una arrivano i commensali… si sono prenotati in mattinata .alla “trattoria Rossella”: …eh sì, oramai la chiamiamo così in quanto è lei (che non ha mai amato cucinare) che si occupa del pranzo del martedì.

Oggi è l’onomastico di Giuseppe ed ecco arriva Giancarlo, un amico e sostenitore che ogni tanto pranza con noi. Porta ottimo prosecco e ottimi dolci… Arriva anche, inaspettata, una conoscente di alcuni di noi, burundese. A tavola non c’è più posto… Nonostante tutte le nostre belle intenzioni (siamo lì per amare, giusto?) questa presenza ci infastidisce un po’… Orietta però ci rimette in piedi e si offre di andare in cucina a mangiare con lei…

È fantastica questa eterogenea famiglia che il Signore ha messo insieme: Anna, Marisa, Rosalba, Paola, Gian Luca, Giuseppe, Giancarlo, Orietta, Jolanda, Rossella… È una occasione bellissima per scambiarci informazioni utili per la nostra attività, notizie di futuri appuntamenti… per conoscerci sempre più a fondo, per fare due belle risate.

D’altronde Gesù insegna. A tavola ha compiuto e detto cose… indimenticabili!!

Dopo il caffè, che Giuseppe prepara e serve, si lavora…

In pomeriggio arriva il nostro amico Valentin, che è stato da poco licenziato, a farsi fare copia del curriculum e a vedere se possiamo procurargli le medicine per la mamma affetta da leucemia. Lei vive in Albania e lì non ci sono. Cerca lavoro quest’ uomo che, pur tra stenti, si è preso cura di una nipotina sordomuta… Ha altri due figli ed ha sempre fatto il ponteggiatore. La schiena a pezzi lo ha costretto ad interventi vari e la ditta ha colto l’occasione per licenziarlo. La nostra Madonnina e Chiara ci guardano mentre lo accompagno alla porta: si’, posso dirgli che troverà un lavoro, che cercheremo insieme. E lui va via dicendo che lo abbiamo tirato su di morale… Intanto. riusciamo a pagargli l’affitto attraverso 11.000 euro arrivati da un generosissimo nostro giovane amico.

Verso la fine del pomeriggio viene Irina per svolgere la sua lezione di italiano. E’ una pensierosa giovane donna ucraina che ha lasciato figlio ventenne e genitori in patria e si è avventurata in Italia per lavorare e aiutare quindi la sua famiglia. E’ preoccupata per il permesso di soggiorno che non arriva. Visti i documenti la tranquillizziamo. È contenta di averci incontrato…. Usciamo e si offre di aiutarmi a portare due pacchi di indumenti che devo far avere ad una famiglia. Mentre camminiamo cerco di capire un po’ di più di lei e della sua vita. Cosi mi dice di suo figlio ventenne che studia come fotografo in Polonia ma vuole tornare in Patria e lei ha paura perché il suo paese dista solo 200 chilometri dalla linea di guerra e che lei si è avventurata in Italia per lavorare e aiutare così figlio e anziani genitori. Poi, sempre scegliendo con cura parole e verbi, mi dice che occorre essere contenti di quello che si ha, che l’Italia e Genova le piacciono tanto per la bellezza e la generosità delle persone, che lei è ortodossa ma sente la messa nelle chiese cattoliche perché le pare che abbiamo lo stesso Credo. Solo il segno della croce lei lo fa come le hanno insegnato da piccola. E finalmente ride dicendomi che la signora dove lavora, pensando che sbagliasse, voleva correggerla ma che, dopo averne parlato con un sacerdote, si è messa tranquilla… Poi mi cita il Vangelo laddove si dice che la carità, l’Amore solo resterà… e mi chiede un Vangelo in italiano così si esercita…. Ci guardiamo negli occhi e secoli di divisioni e dispute teologiche cattolico-ortodosse non ci sono più… Ci diamo tre baci all’uso orientale e una gioia pura mi invade. Gesù è passato tra noi.

Maria Teresa

Una risposta a “UNA GIORNATA AL COMITATO”

  1. Finalmente una bella fotografia dell’attività che si svolge tra gli operatori del Comitato che stimola a fare qualcosa per i più bisognosi. Chissà che a qualcuno non venga voglia di collaborare…..
    Agostino

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