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MERCATINO DELLA FRATERNITA’ E DELLA SPESA SOLIDALE

Da qualche anno operiamo nel fondo valle della nostra zona di montagna in Val Curone (AL) con una iniziativa denominata Mercatino della Fraternità a sottolineare la condivisione fraterna.

Scintilla ispiratrice sono stati i nostri incontri della Parola di Vita e l’esigenza di vivere il vangelo nel concreto. Ci siamo ispirati alla meditazione di Chiara Lubich “Una città non basta” muovendoci sempre con il consenso del parroco e con la luce dell’unità fra di noi.

All’inizio ci eravamo finanziati con la vendita di abiti usati e oggetti vari che ci venivano regalati allestendo bancarelle dove esponevamo in occasione delle varie fiere, aiutati dalle volontarie di Voghera e Tortona. Siamo riusciti così a comprare, tra altre cose, i pacchi alimentari da distribuire alle famiglie in difficoltà.

Abbiamo poi favorito l’integrazione di una Comunità Romeno Ortodossa presente nel paese con la quale condividiamo la Parola di Vita. In particolare abbiamo sostenuto una loro famiglia in gravi difficoltà economiche e con una bimba affetta da una seria malattia genetica. Quando poi la bimba è mancata c’è stata una grande solidarietà da parte di tutta la popolazione.

Siamo riusciti inoltre ad allontanare una mamma con tre bambine piccole da un compagno violento: il tutto purtroppo sotto gli occhi indifferenti di cittadini e istituzioni.

Grazie alla cospicua offerta di una piccola comunità della zona abbiamo potuto erogare buoni spesa presso il supermercato del paese in occasione del lockdown della primavera scorsa ed abbiamo aiutato alcune famiglie a pagare le bollette arretrate per evitare interruzioni di forniture.

Ultimamente, con le nuove restrizioni causa covid, non siamo più riusciti a finanziarci: il nostro rammarico è di aver suscitato solo in parte la condivisione nella popolazione. Infatti non aveva avuto successo la raccolta alimentare in chiesa e neppure il supermercato aveva aderito alla nostra proposta. E’ stato un forte dolore che abbiamo cercato di abbracciare. Ma con la venuta del nuovo parroco (forse un dono di Chiara nei giorni in cui stava terminando il suo centenario?) le cose sono cambiate: Don Paolo, la cui madre è volontaria del banco alimentare, ha preso in mano l’iniziativa ed in breve ha fatto e divulgato i volantini, ha illustrato il progetto nelle omelie sottolineando che tra i primi cristiani non vi era alcun indigente.

Così ai primi negozi che avevano aderito se ne sono aggiunti altri ed è arrivata tanta provvidenza per poter far fronte a molte necessità.

Per ora siamo in tre a portare avanti questa iniziativa che ci coinvolge molto, ma l’unità fra di noi è la nostra forza. Il primo giorno della distribuzione ci sembrava di rivivere quanto scrive Chiara nella sua meditazione: “Carichi di beni e di cose percorri le strade, sali le soffitte, ricerca Cristo ovunque e accarezzalo soprattutto col tuo sorriso”. Quel giorno c’era tanta neve e ci sembrava di essere nella Trento dei primi tempi: la nostra prima assistita si chiama… Chiara.

Tiziana Zanotti


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