RIPENSARE L’EUROPA: UN RESOCONTO

Alla presenza di 30-35 persone la sera de 12 aprile si è svolto il Convegno “Ripensare l’Europa…” in un ampio salone dell’Opera Madonnina del Grappa, a Sestri Levante.

Il relatore Paolo Venzano, all’uopo congiuntamente invitato dall’Associazione “Amici della Madonnina” e dall’Associazione “Civita Humana per la fraternità”, ha in primo luogo sottolineato l’eccezionale importanza dell’imminente rinnovo del Parlamento europeo. Da esso può infatti scaturire una ripresa e una graduale, maggiore integrazione degli Stati, ovvero un arresto di questo cammino, possibile preludio di una fine ingloriosa.

Il relatore ha quindi ricordato per sommi capi i momenti attraverso i quali, dopo i milioni di morti e le macerie della seconda guerra mondiale, è maturata l’idea di una federazione fra gli Stati europei: il “Manifesto di Ventotene” di Spinelli, Rossi e Colomi, l’ “intuizione” di Jean Monet e la conseguente “Dichiarazione Schuman” del 1950 sulla produzione e il commercio del carbone e dell’acciaio effettuati d’intesa fra la Francia e la Germania (in modo da comporre gli storici contrasti in materia). Da questo inizio da parte di tali e di altri “uomini di buona volontà” (ricordiamo in particolare Adenauer e De Gasperi) è scaturita una serie di successivi accordi, a partire dalla costituzione della Comunità Economica del Carbone e dell’ Acciaio o CECA del 1951 e della Comunità Economica Europea o CEE del 1957 (Trattati di Roma).

Fra luci e ombre, e saltando altri momenti storicamente importanti, si è giunti quindi ai Trattati di Maastricht del 1993 (che ha istituito l’Unione Europea o UE) e di Lisbona del 2009 (che ha tra l’altro ampliato i poteri del Parlamento europeo e introdotto il diritto di iniziativa popolare).

A questo punto, attraverso la proiezione di slides predisposte dalla segreteria dell’Associazione “Amici della Madonnina” su indicazione del relatore, quest’ultimo ha successivamente:

  • esposto la composizione attuale del Parlamento europeo;
  • illustrato sommariamente il programma di ciascuno degli otto Gruppi politici che compongono il Parlamento;
  • reso noto l’orientamento, nei confronti dei Gruppi europei, dei partiti o raggruppamenti di partiti italiani (orientamento che con le elezioni del 26 maggio aumenterà o ridurrà ovviamente la consistenza dei singoli Gruppi).

Prima di dar corso a una prima serie di interventi, con l’ausilio di ulteriori slide sono stati brevemente esposti i compiti delle ulteriori principali istituzioni dell’U.E. (e cioè del Consiglio europeo, della Commissione europea, della Banca Europea o BCE, della Corte di Giustizia dell’Unione e di quell’ organismo semi-autonomo che è la Banca Europea degli Investimenti  o BEI).

I numerosi interventi in ordine a quanto esposto, e non solo, hanno evidenziato il grande interesse per l’argomento trattato e soprattutto messo in luce che i presenti avevano ben compreso come un’eventuale forte avanzata di Gruppi che rivendicassero il primato assoluto della singola nazione rispetto all’ Unione e contestualmente l’assoluta prevalenza della sovranità nazionale rispetto a quella europea “farebbe a pugni” col concetto stesso di “unione” (anche l’unità fra due o più persone si realizza con la “messa da parte” delle proprie convinzioni, lo sappiamo).

L’ultimo importante intervento, della direttrice generale dell’Opera Madonnina del Grappa (intervento che sostanzialmente affermava che l’Europa si è col tempo ridotta a un corpo senz’anima e senza prospettive), ha dato modo al relatore di riferire sulla proposta, da lui condivisa con altri esperti (sul tipo del diplomatico di ispirazione cristiana Pasquale Ferrara), relativa all’elaborazione e ripresentazione di una legge fondamentale europea, ossia di un’altra Costituzione sul tipo di quella bocciata dai referendum francese e olandese del 2005. Tale documento, significativamente illustrato con due slide dal titolo “EurHope” (dove “hope” com’è noto significa “speranza”), dovrebbe prevedere una “premessa” con l’affermazione del valore e della dignità di ogni persona umana, cui far seguito con un articolato che metta al primo posto la sovranità del popolo europeo, esercitata attraverso le istituzioni europee, a cominciare dal Parlamento. Dovrebbe poi stabilire le competenze irrevocabili dell’Unione Europea (in materia di migrazioni, politica estera e via dicendo).

I presenti hanno accolto la proposta con vivo interesse.

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